Pantheon

Nel vuoto dell’esistenza, cinque flussi d’infinito potere e di immensa purezza danzano nell’eternità. La loro danza è armoniosa e di sublime bellezza, indescrivibile con le semplici parole, poiché nell’uomo non esiste senso che possa percepire tanta purezza e beatitudine. Questa danza non è, però, solo bellezza fine a se stessa, bensì una creazione, un continuo scambio di purezza tra i fluissi, i quali si muovono con sapiente armonia e con benevolente coscienza s’intrecciano, al fine di donare materia all’esistenza. Così, dalle scie di purezza, lasciate dalla danza, ecco crearsi la materia, la quale, sospinta dal sacro ritmo, prende a muoversi e, con il movimento, a mescolarsi con il vuoto che la circonda. Questa miscela di materia e vuoto diventava sempre più bella, sempre più degna, cosi la danza ebbe fine e lo sguardo dei flussi si posò su di essa. Sospinti da un nobile cuore, proprio della loro essenza, ogni flusso decise di prestare le proprie attenzioni a quel “tutto” che si era formato e che riempiva l’esistenza: un flusso decise quindi di donare uno sguardo attento ad essa, modellando cosi in bellezza uno spazio; un altro flusso donò l’attimo d’ascolto a questo spazio, accogliendo al suo udito il gemito di un neonato, generando cosi la vita su di esso; un flusso decise di donare loro un soffio amorevole, aumentando il movimento e creando cosi la crescita della vita ed il tempo per viverla; con dolcezza, un flusso, inspirò benevolo, respirando la vita che passava e raccogliendo i cattivi odori dei mali di coloro che invecchiavano, donando la morte al corpo fisico, ma regalando infinita pace allo spirito che lo anima; infine un flusso decise di donare un sorriso al tutto, con lo scopo di creare la luce del giorno e le ombre della notte, donando ogni cosa servisse per vivere bene sul tutto, compresi i sogni per ideare e fantasticare.
Una volta fatto questo, i flussi si fecero figura catturabile dai sensi mortali, affinché potessero insegnare ai viventi le vie della purezza e i modi per vivere la vita. Essi presero cosi ad essere i primi maestri del mondo, a cui vennero dati antichi nomi e che vennero apprezzati al punto di essere venerati. Nonostante la venerazione, essi non persero mai la loro bontà e la loro purezza, rimanendo caritatevoli e fonti di conforto per tutti coloro che soffrivano o vagavano nel dubbio, e questa cosa fu riconosciuta per tutta la storia a venire. Iniziò, quindi, a circolare la parola divina ed essi vennero cosi riconosciuti come Dei, ma per sentirli parte di sé, i mortali gli diedero dei nomi propri.

– Frammento di lodi, rinvenuto nei pressi del feretro di Leana.

Dood

Nella sua forma sensoriale viene descritto come un adulto, sempre sofferente, anche se pieno di sorrisi per tutti, dai modi molto caritatevoli ma di pochissime parole; la sua pelle è di color dell’oro, i suoi capelli corvini sono raccolti in una lunghissima treccia ed i suoi occhi argentei lacrimano spesso. Egli fu il flusso che inspirò il dolore al tutto, diventando cosi la divinità della Morte.
In alcune versioni iconiche, al fine di rappresentare gli Dei Immacolati nella battaglia contro la corruzione, viene identificato anche come un cavaliere dalla lucente armatura di smeraldo.
In una visione più naturale, viene rappresentato con il totem del delfino.

Harmonie

Nella sua forma sensoriale viene descritto come un bellissimo ragazzo, dalle orecchie leggermente allungate e dall’aspetto simile ad un astrida, dai lunghissimi capelli biondi, occhi sempre luminosi e la pelle azzurra; un carattere molto chiuso e vergognoso, ma pieno di gioia e affetto. Egli fu il flusso che sorrise al tutto, diventando cosi la divinità dei Sogni.
In alcune versioni iconiche, al fine di rappresentare gli Dei Immacolati nella battaglia contro la corruzione, viene identificato anche come un cavaliere dalla lucente armatura di zaffiro.
In una visione più naturale, viene rappresentato con il totem dell’unicorno.

Lewe

Nella sua forma sensoriale viene descritto come un anziano, molto cordiale e ricco di buone parole per tutti, dalla pelle colore della notte e la lunga barba dorata, calvo e dagli occhi color dell’oro. Egli fu il flusso che prestò ascolto al tutto, diventando cosi la divinità della Vita.
In alcune versioni iconiche, al fine di rappresentare gli Dei Immacolati nella battaglia contro la corruzione, viene identificato anche come un cavaliere dalla lucente armatura dorata.
In una visione più naturale, viene rappresentato con il totem dell’orso.

Ruimte

Nella sua forma sensoriale viene descritto come un bellissimo e forte giovane, dai lineamenti marcati e dall’aspetto simile ad un keriota, sempre serio e accorto nei movimenti, un accenno di barba scarlatta, lunghi capelli rossi e occhi dal colore azzurro acceso. Egli fu il flusso che prestò lo sguardo sul tutto, diventando cosi la divinità dello Spazio.
In alcune versioni iconiche, al fine di rappresentare gli Dei Immacolati nella battaglia contro la corruzione, viene identificato anche come un cavaliere dalla lucente armatura di rubino.
In una visione più naturale, viene rappresentato con il totem del coccodrillo.

Tyd

Nella sua forma sensoriale viene descritto come un bambino androgino sempre sorridente, dal carattere vivace, dalla pelle liscia e argentata, dalle iridi rosee e dai capelli di un rosa acceso. Egli fu il flusso che soffiò sul tutto, diventando cosi la divinità del Tempo.
In alcune versioni iconiche, al fine di rappresentare gli Dei Immacolati nella battaglia contro la corruzione, viene identificato anche come un cavaliere dalla lucente armatura argentea.
In una visione più naturale, viene rappresentato con il totem dell’aquila.