Gli Umani

Akhu

Gli akhu, la stirpe del deserto che fondò il Regno di Hadarac, viene identificata dal colore scuro della pelle e il corvino dei capelli. Sin dalla creazione del loro regno, il Regno di Hadarac, nella zona meridionale del continente, hanno puntato su alcuni fattori sociali importanti, essenziali per poter sopravvivere nelle zone desertiche ed insegnatigli loro dall’esperienza keriota: la forte compattezza della comunità, per fare fronte insieme ai pericoli ed alla raccolta delle risorse, le quali non sono certo a portata di mano nel deserto; il rispetto per il comando e la rigidità morale, che porta il popolo a sentirsi sempre protetto e guidato da chi lo comanda, rispettandone i voleri e le leggi del regno; il forte senso dell’onore, che caratterizza anche un forte senso di appartenenza alla propria terra ed alla propria gente; la difesa delle cose preziose e belle, rendendoli estremamente gelosi dei propri beni materiali.
Il Regno di Hadarac aveva una struttura sociale molto semplice, la quale prevedeva quattro scale sociali ben definite:
-Il Principe, la figura nella quale si accentravano tutti i poteri del regno.
-L’esercito, asservito ai voleri del regnante, aveva il controllo sul popolo, facendo rispettare l’ordine e la legge.
-Il popolo, formato da tutti gli abitanti che possedevano qualche bene e potevano quindi sfruttarlo per un mestiere.
-I servi, i quali venivano comunque rispettati, ma che non possedevano nulla e lavoravano quindi per il popolo.

Attualmente, a Gaarendar, gli akhu rappresentano un valido tassello della società, poiché sono i più rispettosi delle leggi e i più affaccendati mestieranti, che assai difficilmente si lasciano abbindolare dal fascino del crimine. Proprio per la loro natura, molto inquadrata e rispettosa dei codici, non è raro vederli far carriera nelle vesti della Guardia Giudiziaria o di scrittori di codici nel Ministero Talbot.

Jaenji

I jaenji, la stirpe delle paludi, viene identificata dal colore leggermente giallo della pelle e dei colori scuri dei capelli. La loro società, nata dallo stanziamento seminomade nelle paludi di Innsplague, è una società fortemente comunitaria, la quale risente molto dell’influenza astrida, facendo ruotare tutta la loro organizzazione attorno alla saggezza dei più anziani, riunendosi spesso in lunghe riunioni dove discutere ogni fatto accaduto nella comunità. La loro zona, ricca di materiale per i loro studi e approfondimenti sulla natura, specialmente su come servirsene, non era una zona dove poter edificare città, pertanto si abituarono a costruire per lo più tendopoli, su terriccio e radici degli alberi, oppure palafitte, sui liquami paludosi. L’attenzione del popolo jaenji era tutta verso gli esperimenti alchemici, che spesso si tramutavano in veri e propri rituali quotidiani. L’assenza di codici con regole precise e ferree, ha lasciato molto libero l’animo di questa stirpe, rendendoli individui molto spirituali.

Attualmente, a Gaarendar, i jaenji rimangono in disparte, ritenendo superflue le grandi costruzioni del regno, preferendo continuare una vita più “aperta” e comunitaria nei tendoni e nei carrozzoni stipati nella zona est della città. Il loro carattere molto libero ed insofferente alle pressioni burocratiche, porta i jaenji a non essere proprio il cittadino esemplare, rimanendo ben distanti dalla carriera militare o giuridica. Gli anziani saggi, spesso più ascoltati delle leggi cittadine, vengono spesso convocati dal tribunale o dalla Milizia del Leone, al fine di essere aggiornati maggiormente circa ciò che succede nella zona comune. Durante alcune notti, non è cosa tanto rara vedere miliziani arrestare qualcuno tra le tende e le carrozze, ricordando che non sono sopra le leggi del regno.

Popolo di Tharn

Il popolo di Tharn, la stirpe delle terre fredde del nord, dalla regione di Aresil, viene identificato dal pallore della pelle e dai colori chiari dei loro capelli e delle loro barbe (principalmente biondi e rossicci). Sono l’unica vera e grande minoranza, poiché in molti pochi rappresentati riuscirono a salvarsi e raggiungere le compagnie dirette alla valle di Gaard, guidate da un re poco più che adolescente. Dall’incoronazione di Lothar, che ebbe la cieca lealtà della loro guida, essi si mischiarono facilmente con la nuova comunità che si stava creando, perdendo gran parte delle abitudini, essendo in terre più agiate, dove alcune necessità tribali non erano più imminenti. Il loro essere però sanguigni, sia nel lato benevolo che iracondo del termine, è un fattore quasi ereditario, così come la curiosità di riscoprire alcune vecchie usanze del proprio popolo, almeno quelle meno barbariche.

Attualmente, a Gaarendar, sono perfettamente integrati nelle usanze e nei costumi del regno. Il loro carattere, unito allo sviluppo fisico, li porta spesso lontani dagli studi, ma ben prestanti per carriere militari o d’avventura, cosi anche per i lavori manuali. La loro testardaggine e la loro fierezza, li porta ad essere grandi cavalieri al servizio del regno, poiché quando essi giurano fedeltà, è difficile, se non impossibile, che tradiscano senza motivo alcuno, visto che il potere politico o l’arrivismo sociale non sono proprio fattori che li toccano, mentre la lealtà è un punto di forza che han bene impresso nella loro mente.

Umano degli Altipiani

Ciò che resta, della popolazione originaria di Patyos, sono gli uomini degli altipiani di Umeris e del Tharsis, la cui figura è la più simile a quella originaria della razza. Conosciuti anche con la denominazione di “umano comune”, per la maggior parte si tratta di coloro che vissero nella capitale di Gaele e che seguirono fedelmente la carovana e Lothar. Una piccola minoranza, veramente esigua nel numero, è rappresentata da coloro che abitavano nel Cavalierato di Ank’hev. Il loro carattere è troppo vario per essere caratterizzato, cosi come gli aspetti e il fisico ma le loro caratteristiche principali sembrano essere l’adattabilità e la propensione per il “comodo”, aspirando sempre più alla ricerca di agi e posizioni sociali favorevoli.

Attualmente, a Gaarendar, rappresentano la maggioranza della popolazione e li si possono trovare in qualsiasi ceto sociale o posizione, in qualsiasi situazione e con le più svariate idee del caso. A volte volubili, a volte testoni, possono ambire a qualsiasi posizione in città, essendo molto diversi gli uni dagli altri.